Basta lasciarsi alle spalle le ultime case di Trapani e imboccare la strada costiera verso sud per capire perché questo tratto di Sicilia viene chiamato Via del Sale. Il paesaggio si apre in vasche d'acqua dai riflessi rosati, cumuli bianchi coperti di tegole, mulini a vento che si stagliano contro il cielo. È un itinerario che si percorre senza fretta, fermandosi spesso, e che culmina in uno dei luoghi più suggestivi del Mediterraneo: la laguna dello Stagnone con l'isola di Mozia, antica città fenicia.
La Via del Sale, tra Trapani e Marsala
La strada litoranea che unisce Trapani a Marsala attraversa un territorio in cui l'estrazione del sale marino si pratica da secoli. Il primo incontro è con le Saline di Trapani e Paceco, oggi riserva naturale, a pochi chilometri dalla città: qui le vasche ospitano uccelli acquatici come aironi e fenicotteri, che trovano nelle acque basse un ambiente ideale. Proseguendo verso sud, dopo una ventina di chilometri, si arriva alle saline affacciate sulla laguna dello Stagnone, dove il paesaggio diventa ancora più ampio e piatto, quasi sospeso tra terra e mare.
Il simbolo di questo tratto di costa sono i mulini a vento. Un tempo servivano a pompare l'acqua da una vasca all'altra e a macinare il sale; alcuni sono stati restaurati e si possono visitare, come quello delle Saline Ettore e Infersa, che si affaccia direttamente sulla laguna. Per giorni e orari di apertura conviene consultare i canali ufficiali delle saline prima di partire.
La Riserva dello Stagnone
La Riserva naturale orientata Isole dello Stagnone di Marsala tutela una laguna di circa duemila ettari, separata dal mare aperto dall'Isola Grande, la più estesa delle quattro isole della riserva. Le altre sono Santa Maria, Schola e San Pantaleo, cioè Mozia. Le acque della laguna sono molto basse e protette, e proprio per questo lo Stagnone è diventato negli anni un punto di riferimento per chi pratica il kitesurf: nelle giornate di vento non è raro vedere decine di vele colorate sullo specchio d'acqua.
Chi preferisce la calma troverà nello Stagnone un luogo perfetto per una passeggiata lungo gli argini delle saline, per fotografare i riflessi dell'acqua o semplicemente per osservare il lento lavoro dei salinai, che d'estate raccolgono il sale e lo ammassano in grandi cumuli bianchi.
Mozia, l'isola dei Fenici
Al centro della laguna sorge Mozia, un'isola di circa quaranta ettari che custodisce i resti di una delle più importanti colonie fenicie del Mediterraneo occidentale. Fondata intorno all'VIII secolo a.C., la città fu per secoli un vivace centro di commerci, fino alla distruzione da parte di Dionisio I di Siracusa nel 397 a.C.
La riscoperta moderna di Mozia si deve a Joseph Whitaker, studioso e appassionato di archeologia di origine inglese, che all'inizio del Novecento acquistò l'isola e promosse i primi scavi. Oggi l'isola è gestita dalla Fondazione che porta il suo nome. Passeggiando lungo i sentieri si incontrano le fortificazioni, il kothon, un grande bacino rettangolare di età fenicia, le aree sacre e le necropoli. Sull'isola si trova anche il Museo Whitaker, che espone reperti provenienti dagli scavi e la celebre statua del Giovinetto di Mozia, scultura in marmo del V secolo a.C. considerata un capolavoro dell'arte greca.
Come organizzare la visita
Mozia si raggiunge con le piccole imbarcazioni che partono dagli imbarcaderi sulla costa dello Stagnone; la traversata è breve e già di per sé è un piccolo spettacolo. Orari delle barche, giorni di apertura dell'isola e del museo variano con le stagioni: è sempre meglio verificarli sui siti ufficiali prima di mettersi in viaggio. Sull'isola l'ombra è scarsa, quindi nei mesi caldi è utile portare cappello, acqua e scarpe comode.
Partendo dal centro storico di Trapani, la giornata può essere costruita con calma: una sosta alle saline più vicine, a circa dieci minuti d'auto, poi la discesa lungo la costa fino allo Stagnone, la visita di Mozia e il rientro nel tardo pomeriggio. Chi soggiorna a CasaNostra11, in Piazza Jolanda, può tornare in città in tempo per una passeggiata serale sul lungomare.
Il momento migliore: il tramonto
Se c'è un consiglio da dare è questo: non lasciate la Via del Sale prima del tramonto. Quando il sole scende verso le isole, le vasche delle saline si tingono di arancio e di rosa, i mulini diventano sagome scure e la laguna si trasforma in uno specchio. È uno spettacolo che si ripete ogni sera e che, da solo, vale la gita. Primavera e inizio autunno sono le stagioni più piacevoli, con temperature miti e una luce particolarmente limpida; d'estate, invece, si può assistere alla raccolta del sale.
Il vostro soggiorno nel centro di Trapani — CasaNostra11
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