Ci sono presepi che si guardano dietro una vetrina e presepi in cui si entra, camminando tra case di pietra, profumo di pane appena sfornato e voci che parlano in dialetto. Il presepe vivente di Custonaci appartiene a questa seconda, rarissima categoria. Ogni anno, nel periodo natalizio, la Grotta Mangiapane, nella frazione di Scurati, si trasforma in un villaggio della Sicilia rurale di fine Ottocento, popolato da figuranti, artigiani e animali. Un'esperienza che emoziona i bambini e sorprende gli adulti.
Un borgo dentro una grotta
La Grotta Mangiapane è la più grande e la più conosciuta delle grotte di Scurati, che si aprono alle pendici del Monte Cofano, all'interno della Riserva naturale orientata di Monte Cofano. Si tratta di un luogo abitato fin dalla preistoria, che nel corso dei secoli ha dato riparo a pastori e contadini. All'interno dell'enorme cavità, infatti, è sorto un piccolo borgo di case in pietra, con cortili, stalle e stradine, protetto dalla volta di roccia.
La grotta prende il nome dalla famiglia Mangiapane, che vi abitò fino alla metà del Novecento. Oggi il borgo è conservato con cura e, visto per la prima volta, lascia senza parole: le casette sembrano quasi incastonate nella montagna, in un equilibrio tra natura e lavoro dell'uomo che ha pochi paragoni.
La storia del presepe vivente
Il presepe vivente nella Grotta Mangiapane va in scena dal 1983, e da allora è diventato uno degli appuntamenti natalizi più amati della provincia di Trapani. La sua forza sta nell'autenticità: non si tratta di una semplice rappresentazione della Natività, ma della ricostruzione fedele di un'intera comunità contadina, con i suoi ritmi, i suoi attrezzi e le sue tradizioni.
A rendere possibile tutto questo sono oltre centocinquanta persone tra figuranti e artigiani, in gran parte abitanti del territorio, che ogni anno dedicano tempo e passione alla manifestazione. Il presepe è stato riconosciuto come patrimonio immateriale della Sicilia, un riconoscimento che premia il lavoro di una comunità intera.
Cosa si vede durante la visita
Il percorso si snoda tra le case e i cortili del borgo, e ogni angolo racconta un mestiere. Si incontrano il fabbro che batte il ferro, il calzolaio, il cestaio che intreccia canne e giunchi, la donna che fila la lana, il fornaio che impasta e cuoce il pane nel forno a legna, il casaro che lavora il latte. Non mancano gli animali della fattoria, le botteghe e le scene di vita domestica, ricostruite con oggetti e arredi d'epoca.
Al termine del cammino si arriva alla Natività, collocata in un punto suggestivo della grotta, dove la scena della Sacra Famiglia assume un significato ancora più intenso, circondata dalla semplicità del mondo contadino che le fa da cornice.
Quando andare e come organizzarsi
Il presepe vivente si svolge ogni anno in alcune giornate comprese tra Natale e l'Epifania. Le date, gli orari di apertura e le modalità di accesso cambiano di edizione in edizione: prima di partire è indispensabile verificarli sui canali ufficiali della Grotta Mangiapane, del Comune di Custonaci e degli organizzatori. Nei giorni festivi l'affluenza è alta, quindi conviene arrivare con un certo anticipo.
Custonaci si raggiunge da Trapani in auto in circa mezz'ora, lungo una strada che attraversa un paesaggio di colline e cave di marmo, per cui il territorio è conosciuto. Chi trascorre le feste a Trapani può quindi organizzare facilmente una serata al presepe, rientrando in città per la notte. CasaNostra11, nel centro storico, è un comodo punto di partenza anche per scoprire Erice, raggiungibile da Trapani con la funivia.
La grotta nel resto dell'anno
La Grotta Mangiapane non vive soltanto a Natale. In altri periodi dell'anno il borgo ospita il Museo vivente della civiltà contadina, che permette di scoprire gli stessi ambienti con la luce del giorno e con più calma. È anche un'ottima base per esplorare la Riserva di Monte Cofano, con i suoi sentieri affacciati sul mare e le sue antiche torri costiere: un modo diverso di conoscere il territorio trapanese, lontano dalle rotte più battute.
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